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ALCAMO
La fama di Alcamo, in tutta l'Italia, è legata al nome di Cielo o Ciullo d'Alcamo, il quale compose, nella prima metà del '200, la canzone in trentadue strofe "Rosa Fresca Aulentissima", che costituisce uno dei più antichi documenti della lingua e della letteratura italiana, create nell'ambito della scuola poetica siciliana di Federico II.
Alcamo (dall'arabo Alqamah) è ubicato a 50 chilometri da Trapani e da Palermo, si trova in un altopiano a 256 m. s.l.m., appoggiato a sud alle pendici del Monte Bonifato (m.825).

Per la sua privilegiata posizione geografica, conserva il di ruolo di nodo commerciale tra la capitale e la costa occidentale della Sicilia. Le prime testimonianze scritte relative alla città, risalenti al XII sec., la definiscono come "Magna ed opulenta civitas".

Alcamo, come quasi tutte le città sicule, subì diverse dominazioni straniere (arabi, normanni, svevi, spagnoli) le cui tracce sono ben visibili nelle struttura architettonica, nei monumenti e nelle diverse opere artistiche che abbelliscono la città ed è dotata inoltre, di magnifiche contrade ed itinerari turistici-ricreativi e artistico-culturali di buon livello internazionale.

È storicamente provato, da diversi documenti, che Alcamo e Bonifato siano state due "terre" contemporaneamente abitate fino al XIV sec.; è da precisare però, che mentre Alcamo alle falde del monte, si ingrandiva nei secoli sempre più, Bonifato ebbe vicende alterne di popolamento e spopolamento.
Il Monte Bonifato, con i suoi abitanti, fu considerato non solo come meravigliosa terra di vedetta, dominate l'intero Golfo di Castellammare e di tutti i paesi dell'entroterra, ma anche come luogo facilmente difendibile, specie per le pareti a picco situati nella sua parte Nord-Est.

Testimonianza degli antichi insediamenti, oggi, li troviamo sulla vetta del Monte Bonifato: i resti della "Torre Saracena", che è quello che oggi rimane dell'antico Castello dei Ventimiglia, i resti monumentali dell'antico serbatoio detto "La Funtanazza" ed infine i resti di case abitative a struttura monocellulare.
Intorno la prima metà del XIV sec. gli abitanti che risiedevano sul Monte scesero a valle e si fusero con quelli dei casali posti sulle falde, si venne così a popolare l'antica Alcamo.

Risale a questo periodo, anno 1350 circa, la costruzione del Castello dei Conti di Modica, che offre un'imponente testimonianza del passato. Il Castello è a pianta romboidale con quattro torri alternativamente cilindriche e parallelepipede, con bifore e trifore di stile gotico-catalaneggiante. Le mura merlate come le torri (prima del 1820, cioè prima che fosse adibito a carcere mandamentale) erano percorribili dalle guardie di sentinella ed alla sommità presentavano feritoie per la scarica della polvere da sparo.
A testimonianza dell'antica architettura sono visibili altri due edifici del tardo XV sec.. La Chiesetta di San Tommaso, la quale rappresenta, specialmente nello splendido portale e nell'insieme della facciata, la più importante costruzione gotico-catalana della città. La Torre del Palazzo De Ballis, splendida residenza nobiliare, uno dei pochi esempi di architettura civile del '400.
Sempre del '400 sono tre splendidi portali attribuiti a Bartolomeo Berrettaro: quello della Chiesa Madre, quello della Chiesa S. Maria di Gesù e quello della Chiesa di S. Maria del Soccorso.
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